un regalo pessimo i soliti dispetti

Un regalo pessimo

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Dispetto #127 – Un bruttissimo regalo

Ci sono volte in cui non mi sconvolgo più di tanto dei risultati sul sondaggio Instagram della domenica. Se c’è gossip possiamo star pur certi che di quello si dovrà parlare. Però diciamolo senza paura, a me fare Novella2000 del mio passato piace un sacco. Lo vivo un po’ da esterno, mi giudico, come quelle comari di paese giudicano i neosposini o le coppie appena formate.
Ha vinto quella volta in cui ho fatto un cosa brutta. Sono stato meschino e ho fatto un regalo pessimo. Ora lo racconto meglio.

un regalo pessimo i soliti dispetti
la faccia che fai quando ricevi un regalo pessimo

Ho ampiamente raccontato di non saper fare i regali, non solo a Natale. Mi capitò una volta quando a ExMoglie, prima ancora che diventasse morosa, regalai un accordatore per la chitarra. Lei aveva appena preso a suonare e mi sembrava un bel regalo, un incentivo a farlo.
Solo che quando aprì il pacchetto non capì cosa fosse.
Secondo me, se le dovesse tornare in mente quest’episodio la frase “Ma non me li potevo risparmiare ‘sti 11 anni? Cosa non avevo capito?” non sarebbe fuori luogo.

C’è da dire un’altra cosa, io ho un grande difetto: mi piace fare le cose per conto mio. Questo mi porta spesso a pensare in un unico modo, il mio.
La mancanza di confronto non mi fa ragionare sulle possibili alternative. Per questo motivo poi i regali che faccio nascono spesso da una discussione tra me e me stesso in cui tengo conto, poco, del portafoglio, tanto, del mio ego, il giusto, dei gusti della persona che dovrà ricevere il presente.
Poi dipende anche da chi dovrà ricevere questo regalo, che rapporti abbiamo, come siamo messi. Insomma ci sono un po’ di situazioni da tenere da conto.
Nonostante tutte queste variabili spesso riesco a fare regali pessimi.

La bellezza o bruttezza del regalo non sta tanto in cosa si dona, ma nelle intenzioni.
Avete presente quella scena dei Simpson dove Homer regala una palla da bowling a Marge con inciso il nome… di Homer?
Ecco, potrebbe essere successo che un paio di volte nella mia vita io abbia fatto questa cosa.
Una volta per acquistare il mio primo iPhone. Un iPhone 5C, da 16gb. Costava 372€. Mi sentivo in colpa a comprarlo, ma lo volevo tantissimo.
Così lo presi anche per ExMoglie. Almeno non avrebbe potuto dirmi nulla.
Le stavo regalando un telefono perché lo volevo anche io, sono condannabile? Magari sì. Lo rifarei? Certo, per un iPhone questo ed altro!
Non è un caso che gli ultimi due li ho comprati il giorno in cui una storia importante è finita.

Ci fu una volta in cui fui un po’ più pessimo, ma giusto un pelo di più. Era il Natale del 2006. Io stavo con ViolantePlacido. Le cose non stavano andando molto bene.
La nostra routine settimanale era: litigare al telefono dal lunedì al giovedì, vederci il venerdì sera, il sabato sera, la domenica pomeriggio.
Il venerdì e il sabato andavamo in un parcheggio e fare quello che fanno quelli che non hanno una casa, ma senza parlarci troppo.
La domenica dovevamo fare la coppia e diventava più difficile. Non era quella che si dice una relazione idilliaca. Per poi riprendere a litigare, su tutto, una volta persino sugli agganci politici di Briatore. Signora mia chi non litiga sugli agganci politici del buon Flavio?

Quando arrivò il momento di farci i regali io pensai che avevo proprio voglia di uno di quei braccialetti che andavano di moda all’epoca. Il Nomination. Quello con le piastrine, più o meno elasticizzato, che ti estirpava pezzi di pelle quando dovevi metterlo. Molto carino, perché poi ci mettevi sopra il tuo nome.
Era una cosa che volevo tantissimo, ma mica potevo chiederlo a lei. Era una studentessa delle superiori, ed era costoso, ma io lo volevo.

Così andai nel negozio deputato alla vendita di questi bracciali preziosissimi. Come per l’iPhone, pensai che avrei dovuto comprarne due. Uno con il mio nome, uno con il suo.
A livello romantico era anche bello. Io tenevo quello con il suo nome, lei teneva quello con il mio. Uno modo per dire al mondo che stavamo assieme.
In realtà io avevo più o meno in testa che non saremmo durati molto. Una delle cose che ho capito dell’amore è che quando inizi a pensare alla sua fine molto probabilmente è già finito e vi state solo accompagnando all’uscita.
Quindi molto meschinamente quando ci saremmo lasciati avrei detto: “Tieni, riprendi il tuo bracciale, ridammi il mio”.

Le cose andarono esattamente così, dopo 40 giorni circa ci lasciammo. Mentre camminavamo e parlavamo del fatto che non eravamo più fatti per stare assieme io pensavo tra le altre cose “Ok, però il braccialetto, ricordatelo Giò”.
Arrivammo sotto casa sua, io tirai un sospiro rumoroso, mi guardi il polso istanti immensi, mi sfilai il bracciale per ridarglielo – sradicandomi i primi sei strati di epidermide – singhiozzando un fintissimo: “Tieni, è giusto ridarti questo” e lei: “Col cazzo!”.

No aspetta ViolantePlacido, il copione che mi sono scritto non è questo! Adesso tu vai di sopra e prendi il bracciale con il mio nome e me lo porti qui e ti riprendi quello con il tuo perché io l’ho pensato così questo regalo, adesso riprendo la scena e tu cambi idea ok?

“Dai, facciamo che tu tieni quello con il tuo nome e io quello con il mio”. Lei mi guardò un po’ di traverso, ma probabilmente pur di non avere nulla con il mio nome sopra si fece convincere, e mi vien da dire che non poteva essere altrimenti perché onestamente per quell’interpretazione un paio di David di Donatello me li sarei meritati.
Tornai in possesso del mio prezioso gioiello. Quando un paio di anni dopo mi misi assieme a ExMoglie facemmo uno scambio di braccialetti. Lei me ne diede uno suo, io il NominationDelPeccato.
Dopo sei mesi lo aveva perso. Secondo me, ripensando a quest’episodio la frase “Ma non me li potevo risparmiare ‘sti 11 anni? Cosa non avevo capito?” non sarebbe fuori luogo. E invece io, l’iPhone… Contrappasso, ecco come si chiama.

Tu, hai mai fatto un regalo pessimo in vita tua? Raccontamelo nei commenti

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