un capodanno fantastico

Un Capodanno fantastico

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Dispetto #109 – Un capodanno indimenticabile

Questa settimana per via delle feste non ho postato il solito sondaggio Instagram per scegliere l’argomento dell’articolo.
Mi sono riunito con la mia redazione, abbiamo deciso che un articolo sul Capodanno sarebbe stato un ottimo tema.
Quindi parliamo di un capodanno fantastico.

un capodanno fantastico
le stelle di natale rendono ogni capodanno un capodanno fantastico

Per tutta la giornata di oggi sono stato convinto di scrivere di quella volta in cui a Capodanno ho festeggiato con degli amici e uno di questi si era portato una ex con cui stava ricostruendo una storia.
Un’idea veramente ottima, talmente ottima da finire a schiaffi in faccia – lei a lui – lacrime e canzoni degli Afterhours mal interpretate.
Non fu catastrofico, semplicemente fu una cosa surreale e grottesca successa in mezzo a tante, che ogni tanto nel nostro gruppo di amici ricordiamo con il sorriso sulle labbra.

Però poi mi sono accorto di aver già parlato di quella notte in un articolo sul capodanno di due anni fa, e quindi niente, me la sono bruciata.
È difficilissimo tenere il filo di tutto quello che ho detto in questo blog, 109 articoli sono davvero tanti.
Un paio di settimane fa la mia correttrice di bozze poche ore prima della pubblicazione mi ha fatto notare che avevo già parlato di quell’aneddoto in un altro articolo e quindi non potevo rigiocarmelo. Dovetti riscrivere tutto da capo.
Insomma la mia vita non è che sia questo turbinio di emozioni da scriverci ogni settimana, ma questo voi non dovreste saperlo.

Gli ultimi anni poi non sono stati per nulla facili. C’è stata la malattia di mio padre e, ricordo il Capodanno del 2020, il senso di rivincita nei confronti del mondo a dirmi: “Il prossimo anno spaccheremo il mondo”. Venne il Covid.
Tra il 2021 e il 2022 alle 21.30 aiutai mia madre a mettere a letto papà, il tempo di fare gli auguri e dovemmo chiamare la guardia medica perché lui non si sentiva bene. Poche ore dopo arrivò l’ambulanza a portarlo in ospedale.
Io nel frattempo ero a casa con la mia ragazza di allora e una coppia di suoi amici. La testa altrove, il viso tirato e una maschera di finzione addosso.

Per me tra Covid e malattia di papà poter organizzare qualcosa con più di 1 settimana di preavviso era quasi sempre impossibile. Potevo pensare solo da oggi a domani e a volte anche quel lasso di tempo era troppo esteso.
Ad esempio la mattina del 31 dicembre 2021 io non avrei mai pensato che la sera sarebbe andata così.
Se ripenso a quei momenti mi chiedo come facessi. Mi sentivo in colpa per chi stava vicino a me, ma speravo in un po’ di comprensione. Lui era mio padre, anzi lui è mio padre, non mi si poteva e nemmeno doveva mettere davanti ad una scelta.
So che serviva una maturità superiore per gestire quei momenti, sono stato totalizzante. Però ho vissuto tre anni con l’idea di svegliarmi un giorno senza mio padre, non era possibile pensare io fossi al meglio di me.
Considerando come se n’è andato, quasi, mi sento fortunato.

Però oggi tra i ricordi di Instagram mi è uscita una storia dell’anno scorso.
Sì perché proprio l’anno scorso, di questi tempi, io non sapevo che cosa fare la notte del 31 Dicembre.
Ogni anno le mie opzioni sono: la mia compagnia farà uno spettacolo a Capodanno? No, ok allora vagliamo altre possibilità. La seconda è: i miei amici fanno una cena o vanno in montagna? Montagna? Ok allora consideriamo altre opzioni.
Sino a che non mi trovo solo et pensoso i più deserti campi a chiedermi cosa poter fare al 31 pomeriggio.
Quindi lo scorso anno, di questi tempi, ero senza un’idea, una proposta o qualsiasi cosa di vagamente vicino ad un divertimento.
Mai come lo scorso anno sapevo che quello sarebbe stato l’ultimo Capodanno con Gigi.

Dicevo: lo scorso anno, proprio oggi, mi arrivò un messaggio di Antonio, una persona a cui devo molto di più di ogni grazie che gli abbia potuto dire. Mi chiedeva se avessi voluto stare un’ora, dalle 23 alla mezzanotte, sul palco della festa di Capodanno in piazza.
Insomma avrei dovuto presentare l’evento più importante della mia città. Tipo Carlo Conti su Rai1. Mi disse: “Sarai l’uomo di capodanno a Bergamo”.
Inoltre per me era perfetto, perché avrei potuto stare con mio padre fino alle 22.00, godermi la serata con lui e poi andare in piazza a fare il mio lavoro.
Era tutto perfetto: fare quel che amo, essere pagato e avere tempo per i miei affetti più cari.

Senza aver capito come/dove/perché mi ritrovai sul palco assieme ad Aldo Macchi – il direttore di ArCo Maga fare il conto alla rovescia verso il 2023.
Uscii una prima volta in piazza alle 23.00, non era piena. Presentai Chiamamifaro e tornai ad aspettare la mezzanotte.
Quando rimisi piede sul palco poco prima della mezzanotte la piazza era colma fino all’orlo. Davanti a me 5000 persone, tutte con lo stesso desiderio di festa. Una delle immagini più belle delle mia vita. Una di quelle che custodisco più gelosamente.
Fu un capodanno fantastico.

Ho una teoria: il Capodanno è una metafora dell’anno successivo. Quindi: nel 2012 vennero a rubare in casa mia, infatti poi nell’arco dell’anno mi tolsero il lavoro che mi ero guadagnato.
Quello trascorso a New York partiva da una bellissima idea ma fu un po’ deludente, e così poi fu il mio 2019, deludente è dir poco.
Nel 2023 ho avuto la fortuna di aver lavorato tanto, soprattutto nella piazza di quel capodanno, ma ho avuto la fortuna di avere il tempo per gli affetti. Soprattutto ho avuto tempo per stare con mio padre senza sentirmi in colpa per nessuno.

Per questo il mio augurio per tutti è un Capodanno fantastico, perché vorrebbe dire avere un anno fantastico.
Perché come dicevo alla fine dei miei concerti: “Io, voi, tutti, ora e sempre, meritiamo di essere felici”.

Ah a proposito il 31/12 esce l’ultimo pezzo de L’Equilibrio, ma di questo magari ne parliamo più avanti.

Tu cosa fai questo Capodanno? Dimmelo nei commenti su Threads, il nuovo social di Meta.

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