tradire è meglio che curare

Tradire è meglio che curare

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Dispetto #77 – Non capirci nulla

Quando ho visto l’argomento che ha vinto il sondaggio sul mio profilo Instagram questa settimana tra me e me ho pensato: “Giò, perché sei così stupido?”.
L’argomento che ha vinto è il tradimento. In un blog fatto di aneddoti, ovvio che qualcuno, se non tutti i votanti, si aspetti un racconto pruriginoso. Qualcosa che faccia scandalo.
Se con questo articolo di qualche settimana fa, mi sono ritrovato con la parte peggiore del mio passato a bussarmi alle porte, immagino cosa possa succedere scrivendo su questo argomento.
Era un attimo che questo articolo potesse portarmi rotture di balle, così ho cercato un altro punto di vista.
Ho tirato fuori la Carrie Bradshaw che è in me e mi sono chiesto: tradire è meglio che curare?

tradire è meglio che curare
tradire a volte è guardarsi la coscienza allo specchio. Tradire è meglio che curare?

Lo dico subito, così libero il campo dai dubbi: Sì, io sono stato un amante infedele. Sono stato con delle ragazze quando avevo un altro legame sentimentale.
(Uso il plurale per sembrare figo – figo poi; se questo articolo fosse scritto da una ragazza tutti starebbero già pensando a lei come a una *occola. Quindi, lei non è *occola, io non sono figo. Siamo due essere umani che hanno ceduto alla tentazione)
Sono stato anche l’altro in alcune occasioni. Penso abbiano provato me con lo spirito: “Provo il peggio, se pure questo lo penso meglio del mio compagno allora è proprio finita”. Perché tradire a volte è anche guardarsi allo specchio e fare i conti con la propria coscienza.

Una cosa che non ho detto, la do per scontata, ma meglio ribadire: i tradimenti sono quasi all’ordine del giorno nel mondo, quindi accetto la possibilità che possa succedere. Anche perché altrimenti Muccino con cosa li fa i film? Senza una Mezzogiorno che urla contro Accorsi?
Non mi piacciono però quelli e quelle che ne fanno un vanto al bar con gli amici.
Un mio ex collega diceva di cercare in tante donne diverse caratteristiche che mancavano nella sua. A me sembrava un’ottima perifrasi per dire “Mi piace essere il Loris Batacchi della Bergamasca”.

Come detto, io so di averlo fatto, non posso mettere la mano sul fuoco che non sia mai stato fatto a me. Lo vorrei sapere? No.
Perché mi interessa di più sapere come siamo arrivati a quel punto.
Se in un certo momento io e te abbiamo voluto piacere a persone diverse, dove ci siamo persi?
Non è un male. Perché a volte si dà per scontato il fatto che il nostro o la nostra partner ci dica che siamo belli o siamo bravi, come sia un atto dovuto.
Così cerchiamo qualcun altro che ce lo dica. Altre volte siamo noi a dare tutto per scontato e i complimenti neanche li facciamo più.

Il mio psicologo una volta mi disse “Una relazione è uno spettacolo teatrale a due, in cui nessuno sa il copione. Poi all’improvviso uno dei due smette di parlare ed entra una terza voce”.
Era una citazione di un libro, che ora non ricordo. Però mi è sempre sembrata molto vera come affermazione. Per questo poi tradire è meglio che curare. Perché costa meno fatica.
A volte tradire è un sintomo, altre una cura. Nel primo caso ci tocca fare i conti con noi stessi, capire e capirci. Nel momento in cui non lo facciamo, sappiamo in qualche modo che l’interesse verso la persona con cui stiamo ormai è svanito.

Nella mia vita, come detto, non so se sia mai stato tradito. So che qualcuna ci è andata vicino, forse un po’ me lo aspettavo in quel periodo, su altre potrei avere un dubbio, ma solo per una avrei messo entrambe le mani sul fuoco.
Era una ragazza che mi dava l’idea di non aver mai avuto distrazioni.
Però probabilmente quello distratto ero io.

Ricordo che anni dopo la fine della nostra storia, parlando di questo argomento, io dissi: “Tranne Tizio, con cui eravamo in aperta competizione per la conquista del tuo cuore, io credo che tu non abbia mai flirtato con nessun altro”.
Lei mi guardò, rise. Tu non sai niente, Giò. Io, moderno Jon Snow. Caduto dalle Nubi come il più fesso dei Checco Zalone.
Mi raccontò di una volta in cui aveva organizzato per lavoro una notte sotto le stelle. La sera, in tenda, quando io non la sentivo più pensando si fosse addormentata, la passò abbracciata ad un tale. Un tipo di cui io ignoravo anche l’esistenza nel mondo. Lei mi disse: “Con lui, ci è mancato davvero poco” – sì, lo so che può voler dire che lo abbia fatto, ma ha detto ci è mancato poco e il mio ego di maschio le crede.

Mi è capitato di capire quando un ragazzo girasse troppo attorno alla persona con cui stavo. Lo capivo e con il senno di poi il non averlo fatto notare in qualche modo è stato un sintomo, tanto quanto quello di tradire.
Io vedevo una possibile distrazione e non facevo niente per evitarla. Stavo accettando implicitamente la fine di un rapporto.
Ma il non accorgermi assolutamente di un ragazzo, ignorandone l’esistenza, quello mi ha spiazzato. Anche in questo caso, come quelli citati nel mio articolo “Quello che le donne non dicono”, mi sono reso conto di quanto io delle vita e delle donne non ci abbia mai capito un cazzo.

Non ricordo onestamente se dopo quella sera sotto le stelle il nostro rapporto andò meglio o peggio. Quindi non so nemmeno se in quel caso il motto “tradire è meglio che curare” fosse vero. So che la somma di queste cose, io distratto e lei abbracciata ad un altro, dava molto senso alla fine della nostra storia.

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