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Torniamo insieme?

Tempo di Lettura: 4 minuti

Dispetto #120 – Tornare dall’ex

Hai mai chiesto a un/a ex di tornare insieme? E se la risposta fosse stata no?
Il sondaggio Instagram ha decretato la vittoria schiacciante di quella volta in cui portai una lettera d’amore ad una ragazza da parte di un mio amico, solo che quella ragazza la amavo anche io.
In realtà per i più fedeli questa non è una storia del tutto nuova, ne ho già raccontato un pezzo ne “L’estate in cui sono diventato grande” l’e-book di questo blog. Lo potete trovare ancora su Amazon in formato Kindle.
Non ho detto una cosa in fase di sondaggio: la ragazza in questione era una mia ex. In quel periodo io le avevo chiesto “Torniamo insieme?”

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hai perso la strada e pensi che dire “Torniamo insieme?” alla tua ex risolva tutto

L’ho detto tante volte: quasi sempre ho avuto una seconda occasione con le ragazze con cui sono stato.
Probabilmente perché passato un certo periodo mi restano solo i bei ricordi e cerco di andare a recuperare quelle sensazioni. A volte forse è solo la paura di star solo. Non lo so.
So che fino a pochissimo tempo fa, intendo proprio minuti, sono sempre stato convinto che “A me chi mi piglia?”. Per questo quando ho trovato qualcuno nella mia vita ho sempre cercato di assecondare qualsiasi cosa volesse, perché mi sono sempre messo un gradino sotto. Per farvi capire, con tutte le ragazze con cui sono stato io ho fatto Fabio Fazio. Cercavo di non dare troppo fastidio nella loro vita.

Ora immaginatevi questo agglomerato di insicurezza e sfigataggine dopo aver trovato il primo amore, anzi, PrimoAmore, la ragazza di cui ho parlato tempo fa raccontando la prima volta, che passa in fretta.
Lei oltretutto era più grande di me, già maggiorenne, mentre io compivo 15 anni.
Mi sentivo più figo, più bello di quanto fossi, ma sapevo che tutto questo dipendeva solo da lei. Se per caso un giorno la nostra storia fosse finita io sarei tornato ad essere il solito sfigato.

Eppure, nonostante queste idee, a settembre del 2001, quando cadevano le torri, poco dopo la nostra prima volta e io che mi ero montato la testa per aver avuto i miei 15 minuti di popolarità, ci lasciammo.
In quel momento caddi nel baratro. Anche se fu una mia scelta.
In qualche modo stavo diventando grande, prendendo una via diversa da tutte le persone che mi circondavano. Loro restavano attaccati a questa nave enorme che era l’oratorio, io ne uscivo, senza sapere però dove stessi andando.

Quando è così, in questa sensazione di vuoto, ci sono due strade: torni indietro oppure attraversi l’oscurità.
La seconda è da fieri e valorosi, hai il coraggio di agire e affrontare le tue paure. Per questo scelsi la prima.
Pensavo: “se quando avevo tutto questo stavo bene e ora sto di merda, allora tanto vale riprovare ad avere quel che c’era”.
Così mi misi in testa di riprovarci con PrimoAmore. Senza tener conto che nel frattempo erano passati 9 mesi, lei si era iscritta all’università, aveva un vita nuova, probabilmente anche un amore nuovo.
Ma io incurante di tutto mi ripresentai a lei.

Voi volete la storia della lettera vero? Non di me che le chiedo “Torniamo insieme?”.
Adesso arrivo al punto.
Dopo esser stati insieme in due momenti diversi, uno è quello in cui parlo in “Non ci siamo capiti“, lei aveva dei legittimi dubbi sul voler rimettere il suo cuore nelle mie mani. Qualcuno dei presenti potrebbe darle torto? No signori della corte.
Io vedevo in lei la fine del mio star male, quella luce all’inizio del tunnel perché la fine non la volevo affrontare. Cercavo in tutti i modi di riconquistare la sua fiducia. Lei mi promise una risposta definitiva il 6 luglio 2002. A San Siro, al concerto di Luciano Ligabue.

La sera prima quello che all’epoca era il mio migliore amico, all’oscuro di questo mio great come back, mi diede una lettera per lei.
Aveva aspettato di finire la maturità per decidersi a dichiararsi, non sapeva gestire queste due cose assieme – cosa su cui adesso a 40 anni faccio ironia e penso che dai, manco il culo con le mani ti trovavi, ma all’epoca gli davo ragione!
Mi disse “Domani andate al concerto assieme, dalle questa”.
Io novello Amleto con una lettera in mano: consegnare o non consegnare, questo è il dilemma!
Pensare che “Parigi val bene una messa” e insabbiare tutto? Oppure dire la verità, accettando la concorrenza spietata di uno più bello, più ricco e che sapeva pure giocare a calcio un gran bene?
In questi casi esistono due risposte, una da codardo e una da coraggioso. Io scelsi la terza via.
Un po’ come Troisi: “Meglio un giorno da leone o 100 da pecora?” “Facciamo 50 da orsacchiotto“.

Lui era pur sempre un mio amico e mi aveva affidato questa missiva, dovevo consegnarla. La avvisai la sera prima, dicendole però che se non voleva potevo non portarle la busta.
Nella mia testa se lei avesse detto: “Non darmela” era già un “Sì voglio uscire con te”.
Io penso che lei abbia creduto fossi un cretino, quella lettera era sua perché non avrebbe dovuto volerla? Mi disse che non voleva uscire con me, a prescindere dalla lettera, poi la lesse.
La fece leggere anche a me, decretai che non sarebbero durati due giorni: lui era freddo e sulle sue, lei aveva bisogno di un passionale (in)sicuro di sé come me.
Loro, pur di non darmi ragione, stanno insieme da 22 anni, si sono sposati e han fatto una figlia.

Fu forse la mia fortuna, il calcio che mi serviva per attraversare quel tunnel, perché la vita aveva deciso che me ne sarei dovuto andare altrove.
A volte chiedere “Torniamo insieme?” ad un/a ex è solo il tentativo di restare incollati a una promessa di felicità che ci si era fatti e che non si è stati capaci di mantenere entrambi, altre è solo la scelta migliore del mondo.
Bisogna fermarsi, anche in mezzo al tunnel, capirsi, e decidere che strada prendere.
Perché può essere nostalgia o vero amore. Lo puoi sapere solo tu.

Tu hai mai provato a tornare alla tua vecchia vita?

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