sono un maschio beta

Sono un maschio beta

Tempo di Lettura: 4 minuti

Dispetto #88 – Il machismo e la virilità

Non so se continuare in questa cosa del sondaggio sulla mia pagina Instagram, sono onesto. Addirittura questa volta è capitato che una persona abbia chiamato rinforzi per andare sulle mie stories e votare quello che avrebbe voluto lei. L’ultima volta che è successa una cosa del genere Trump ha vinto le elezioni e in Russia brindarono.
Il risultato di queste votazioni scontenta un po’ tutti, compreso me, tipo le primarie del PD.
L’opzione vincitrice era un filler, esattamente come Elly Schlein o Gianni Cuperlo, un riempitivo, una cosa messa lì perché si doveva arrivare ad un numero minimo.
Io avevo un bellissimo racconto sul 2006 e le mie ferie mai organizzate con l’AmicoRockstar, o di come da PiccoloBriatore ottenne io licenziassi Baby Sitter con la stessa frequenza con cui un sedicenne si masturba.
Invece ha vinto la terza opzione, di cui ho solo una mezza idea, per questo mi faccio aiutare dalla mission di questo blog: combattere il patriarcato dall’interno, però per quanto mi impegni cosa posso scrivere del fatto che io sia un maschio beta?

sono un maschio beta che guarda grandi distese d’acqua, che vi ricordo sono sopravvalutate, lo dico qui

Pochi mesi fa ero con due miei compagni delle scuole elementari, due persone a cui voglio molto bene.
Li chiameremo Compagna e Compagno. Senza accezioni politiche.
Compagno dopo un paio di birre in più iniziò a parlare di maschi alpha e maschi beta. Dicendo che lui era un beta e io un alpha. Lo disse come se valesse meno degli altri, come se lui fosse un mezzo fallito che si doveva accontentare delle briciole che la vita avesse da offrirgli.
Posto che il mondo si divide tra Zoe e Zelda, non mi trovavo d’accordo su niente.
Primo perché lo ritenevo, e lo ritengo tutt’ora, una persona con uno spessore intellettuale e morale di un livello stratosferico, che dalla vita si merita davvero il meglio e la felicità – o attimi di altissimo splendore, vi consiglio questo libro e di venire Martedì 11 Luglio alla sua presentazione a Bergamo Next Station.

Il secondo motivo per cui non mi trovavo d’accordo con lui è perché io mi ritengo un maschio beta, con orgoglio. Se c’è qualcosa di veramente lontano da me è il machismo e l’ostentata virilità del MaschioAlpha.
Soprattutto nell’accezione che si dà ora a questo termine. Il MaschioAlpha in contrapposizione alla lotta femminista. Come se maschilismo sia il contrario di femminismo.
Maschilismo è solo la causa che ha portato le donne a combattere per i propri diritti, forse è bene ricordarsene ogni tanto.

Ho detto altre volte di essere uno che abbassa le aspettative su se stesso. “Fai l’amore con me e passerai i migliori 30 secondi di insoddisfazione della tua vita”.
Lo dico, spesso, se poi succede posso sempre dire: “Te l’avevo detto”.
Dopo un lungo periodo di inattività sessuale, mi capitò di trovarmi in intimità con una ragazza. Ci stavamo baciando e io non aspettavo altro da un po’.
Ma se da un lato mi stavo godendo uno dei momenti migliori che mi potessero capitare, dall’altro pensavo “Oddio, adesso dobbiamo andare di là, spogliarci e poi?”. Una parte di me aveva paura di deludere l’altra persona.

Come fa uno che ha questa paura a sentirsi un MaschioAlpha signora mia? Sono un maschio beta. Gli altri nella mia testa sono tipo Manuel Agnelli che a 50 anni canta “La verità che ricordavo” a torso nudo distribuendo testosterone alle prime 5 file.
Lui è quell’esempio, quel leader riconosciuto prima ancora di essere notato dagli altri e tutte le altre cose che dice alfemminile.com dei MA.
Certo, anche i MaschiAlpha hanno dei difetti, a volte sono un po’ tossici, narcisi, egoriferiti – non tu Manuel, tu sei dio e io continuo a venerarti.
Ho sicuramente dei tratti “tossici”, però se c’è una cosa che faccio ogni giorno è cercare allontanarmi il più possibile da questa idea dell’uomo che non deve chiedere mai, sicuro di sé e che non può essere debole.

Il primo AlphaTossico che ricordo di aver incontrato l’ho trovato in campo. Giocando a pallone.
Sono cresciuto con una frase di mio zio: “Io non ho i muscoli perché sono intelligente”. Me la disse una volta, perché per chiudere un lucchetto molto pesante del bidone dei giornali fuori dal suo negozio io cercai di chiuderlo a mano, lui semplicemente spinse il lucchetto tra bidone e muro e il lucchetto magicamente si chiuse. Capii che avrei dovuto sviluppare il pensiero laterale se avessi voluto farcela nella vita.

Su un campo di terra battuta stavamo giocando contro una squadra veramente forte, spigolosa, dell’alta Valle Seriana.
In quella squadra il più talentuoso era certamente il capitano. Un tizio biondo che ti trovavi in ogni parte del campo. Con il classico difetto di chi punta troppo sul proprio testosterone: ad un certo punto ti si annebbia il cervello.
A inizio secondo tempo stavamo perdendo. Io capii una cosa: il Biondo era incline alla rabbia, arrabbiato avrebbe giocato peggio e noi avremmo avuto una speranza. Lui forte, statuario, mi avrebbe doppiato due volte facendo i 100 metri. Io: figlio di puttana.

Presi a provocarlo. Durante una rimessa laterale al suo “È nostra”, io presi la palla, la rimisi in gioco e poi gli dissi “Sì poi te ne regaliamo una così ci giochi a casa”. Lui grugnì.
Gli feci un fallo, si lamentò, io lo guardai e incalzai: “Se non vuoi prendere i calci vai a giocare a biglie”. A lui iniziò ad uscire il fumo dal naso.
Non giocava più la partita, era solo lui contro di me.
Metà secondo tempo, lui prende palla e corre verso la nostra porta, io lo inseguo, gli urlo “Non ti faccio andare via”, in quel preciso istante un’immagine si fa in me: se gli faccio uno sgambetto lui si incazza, reagisce e viene espulso.
Agisco. Lui si gira e mi tira un calcio urlando “Mi hai rotto!”. Vomitando tutta la rabbia che gli avevo fatto accumulare.
Io incasso e mi allontano senza fiate. Lui espulso, io fedina penale pulita. Risultato finale 2-1 per noi.

Sono un maschio beta, mica uno scemo. Scrivere ora di questa cosa di quasi 25 anni fa mi fa capire che forse sono stato un po’ scorretto. Però io per tutto questo tempo sono stato convinto di aver dato un contributo fondamentale alla nostra vittoria di quel giorno.
Me la faccia godere signora mia.

Se questo articolo ti piace condividilo sui tuoi social.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: