sindrome dell'impostore

Dell’impostore e la sua sindrome

Tempo di Lettura: 4 minuti

Dispetto #105 – Quando l’attrazione romantica diventa un enigma

Evviva, la democrazia si può aggirare. Dopo tanto tempo in cui mettevo tra le proposte “ma davvero ti piaccio?” e non riceveva voti, questa volta è bastato modificare il modo di presentarlo ed è stata votata. Un altro Instagram è possibile!
Ammetto, soprattutto visti i fatti recenti di cronaca, mi sarebbe piaciuto asfaltare un po’ quelli troppo sicuri di sé. Lo rimanderò.
Finalmente posso parlare della mia sindrome dell’impostore in amore. Perché dai alla fine di che altro vuoi parlare? Citando il buon Darione – fai un disco nuovo per favore?

la sindrome dell'impostore
mi nascondo dietro una maschera, per la mia sindrome dell’impostore

Quante volte ho detto in questo blog che non sono mai stato convinto di piacere alle ragazze?
Se avessi avuto un euro per ogni volta che l’ho scritto a quest’ora avrei un euro, perché tutto il resto lo avrei speso, ma avrei speso tantissimi soldi.
Non è colpa mia, io sono cresciuto sentendomi il brutto anatroccolo. Avevo gli occhiali, smilzo, i piedi storti e le braccia storte – praticamente come ora, ma adesso ho pure la ciccia. I belli sono sempre stati altri.
Non piacevo a nessuna delle mie compagne di classe. Non ho mai ricevuto un bigliettino con scritto: “Ciao mi piaci”. Niente, dall’asilo a ragioneria. Alle medie arrivavo terzo, ma per simpatia, nella classifica dei più belli. Solo perché erano tre i ragazzi accettati nel gruppo delle ragazze. Quindi ero ultimo lo stesso.

Di recente ho creato anche un profilo sulle app di dating. Quelle con la nomea di farti trovare un sacco di avventure o di amori. E non vale poi neanche la teoria “succede solo alle ragazze”. Perché le ragazze con qualcuno andranno sotto le coperte, quindi esistono ragazzi che su quelle app hanno successo. Ve li descrivo:

  • Hanno addominati
  • Occhiali da sole, capelli in ordine
  • Avete presente me? Il contrario

Per questo non penso di piangermi addosso o altro quando credo di non piacere alle ragazze. Ci sono dei fatti che aumentano questa mia percezione a dismisura.

Una volta, durante il mio primo lavoro, in pausa caffè stavo chiacchierando con LaZia e la DD5D. Era il periodo estivo, lo ricordo perché c’erano delle stagiste all’interno dell’azienda. Tra me e le stagiste dell’epoca c’era una differenza di 3 anni. Per dirla in termini di marketing: erano il target di ragazze a cui avrei potuto ambire.
Chiacchierando io ammisi di non essere il ragazzo per cui le ragazze si fermano per strada, al massimo posso piacere dopo una frequentazione di qualche mese.
LaZia, chiamata così perché è una persona a cui chiedere sempre consiglio, provò a smentirmi. Si girò e vide LaStagista, ebbe un lampo di genio e chiese: “Scusa, ma lui è un ragazzo che piace?”. LaStagista la guardò, mi guardò come a dire: “Io non vorrei offenderti”, io capii il suo imbarazzo, il mio stava salendo, dissi: “Puoi dire di no, non ti preoccupare”, sospiro di sollievo de LaStagista e sentenza: “No”.

Quando ho creduto di poter piacere è finita come quella volta a Ischia. Per questo quando mi approccio all’altro sesso io parto dal presupposto di non essere attraente.
Ne sono talmente convinto da darlo per scontato. Ci gioco tantissimo con questa cosa.
“Allora dopo limoniamo” è una delle mie frasi cult. Per me è fare ironia sul fatto che quella cosa non succederà mai. Ne sono convinto oltre ai livelli consentiti.
Anche perché per baciarsi io credo serva un pizzico di magia: serve guardarsi negli occhi, capire di avere lo stesso identico desiderio e poi farlo. Una magia che non può arrivare dal mio mandare in vacca le cose.

Lo dico io: scherzando Pulcinella disse la verità. Quindi a volte capita che faccia così e in fondo voglia davvero succeda qualcosa, ma continuo a non essere dell’idea che possa accadere.
Rido, ci scherzo sopra. I motivi per cui io credo di poter piacere alle ragazze non sono certo estetici. Quelli per cui succede qualcosa la prima sera.
So ascoltare e ogni tanto azzecco i congiuntivi. Ho una cultura media e una buona memoria, così al bisogno so tirare fuori aneddoti e conoscenze che possono farmi sembrare un po’ più intelligente di quel che sono. Ecco un’altro pezzo della mia sindrome dell’impostore.

Una volta mi capitò di dare un bacio ad una ragazza. Una con cui si rideva e scherzava, appunto.
Successivamente sentendoci via messaggio lei mi disse: “Non avrei mai detto che ci saremmo baciati stasera”, io risposi: “Io non avrei pensato di baciarti nemmeno mentre ci stavamo baciando”.
Ero sincero, perché ricordo proprio la mia sensazione di incredulità mentre tutto quello stava accadendo.
Lei che mi sorrideva come a dire “Guarda che è successo”, io non capivo.
In che senso è successo? Davvero? Cioè, io ti piaccio?

Piacere alle ragazze mi manda in confusione. C’è stato un momento in cui ho ricevuto attenzioni da più ragazze contemporaneamente. Non lo dico per vantarmi, anzi.
Il manuale del perfetto maschio patriarcale imporrebbe di vantarsi, esporre le conquiste con gli amici alle feste e farsi erigere a idolo.
Io invece ho avuto un momento di smarrimento.
Non piacere alle ragazze mi fa avere il pensiero di avere tutto sotto controllo. Il contrario mi fa sentire John Travolta nel famoso meme. Non so gestire la situazione. Non so come comportarmi quando qualcuno mi corteggia.

Sono sempre stato io quello con la rosa in mano, per dirla alla Maria De Filippi. Non so stare sul trono.
È fuori dall’ordine prestabilito delle cose.
Mi è anche capitato di chiedere: “Ma cosa ci trovi in me?”. Non so se fosse per dare adito al mio lato narciso o egocentrico, io so che lo chiedevo perché proprio non riuscivo a spiegarmelo. Perché non erano ragazze all’ultima spiaggia, della serie: mi butto su Giò perché ormai chi mi si piglia.
Quella situazione, che avrebbe dovuto amplificare il mio ego, mi sgonfiò in maniera imbarazzante. Avrei voluto nascondermi e aspettare che tutto tornasse alla normalità. Cosa che poi è successa.

Quale è la tua sindrome dell’impostore? Raccontamelo nei commenti.

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