i regali di santa lucia

I regali di Santa Lucia

Tempo di Lettura: 4 minuti

Dispetto #60 – Le illusioni d’infanzia

Una volta nel blog ho fatto un articolo su quando ho scoperto di essere terrone. Ho parlato di alcuni svantaggi che si hanno venendo da una cultura diversa.
Quello che però non ho detto è la pacchia a Natale. A Bergamo per i bambini passa Santa Lucia. A Napoli è molto più importante la Befana. Quindi anche in quel caso, per mantenere le tradizioni a me arrivava. Ovviamente Babbo Natale il 25 dicembre.
Per questo alla fine avevo regali per un mese intero.
Alla fine però quelli che aspettavo con più ansia erano i regali di Santa Lucia. Una notte sempre magica.

i regali di santa lucia
i regali di Santa Lucia cominciano con la letterina.

Negli anni Santa Lucia mi ha sempre portato dei bellissimi regali. Non capivo come mai ad alcuni miei compagni arrivasse tra il 12 e il 13, ad altri tra il 13 e 14. Alcune volte veniva nel weekend, altre arrivava in ritardo.
Non c’era una data fissa. Anche se quella della notte, quella tra il 12 e il 13, è sempre la più magica di tutte.
Uno dei ricordi più dolci che ho di quei risvegli è mia madre che dice: “Giò, guarda, Santa Lucia ha portato la neve”. Perché proprio quella mattina c’erano almeno 10 cm di neve. Un momento magico quasi come il capodanno del 1996, mi pare, quando iniziò a nevicare esattamente allo scoccare del nuovo anno. Sembrava fatto a posta.

Tra i regali che ho ricevuto ricordo il Subbuteo, il Pro-Action Football – un Subbuteo che non ce l’ha fatta – e ovviamente il Game Boy.
Ogni anno la mia Santa Lucia portava un gioco per il Game Boy e le pile. Le pile erano il mio regalo preferito.
Perché durante l’anno erano pochissimi i momenti in cui avevo modo di averle per giocare, quindi quei giorni erano magici.
Spesso arrivava anche un gioco, mai il Tetris – che era praticamente in dotazione con tutti i Game Boy tranne il mio.
Tempo fa una ragazza mi disse “Dai riusciremo a vederci una sera, basta trovare il tetris giusto”. In più di sei mesi non abbiamo mai trovato una sera libera. Se solo avessi avuto quel gioco in dotazione come tutti.
Ora di certo starà con uno che quel gioco lo aveva avuto.

Non avere giochi tipici però mi ha permesso di averne altri, altrettanto epici e diventati cult, anche solo tra le mura di casa mia. Ne ho parlato in questo articolo per The Giornale tempo fa.
Avevo dei giochi che erano belli e li ricordo ancora con dolcezza. Ci giocavo magari una settimana, cercando di centellinare le batterie per riuscire a giocare il più possibile.
Guardavo la lucina della batteria e speravo sempre lei non cedesse, che rimasse luminosa e splendente come l’argento tra le stelle della Nuova Stella di Broadway.

Dalla terza elementare in poi serpeggiava tra i miei compagni di classe questa diceria secondo la quale Santa Lucia fossero mamma e papà.
Una mia compagna, una bimba cattiva – e sì caro il mio patriarcato, da piccole esistono anche bimbe cattive, non sono tutte belle e responsabili, con il sogno del principe azzurro – disse la frase “I miei genitori sono andati in cantina e sono tornati esclamando ‘È arrivata Santa Lucia’, ma io so che tanto sono loro due”.
Io sentivo questa BimbaStronza parlare e mi dicevo: “Non è vero, forse non passa da lei perché starà antipatica anche a Santa Lucia, per questo i genitori le fanno i regali”.

Le voci però si facevano sempre più insistenti, così una delle notti magiche perse nella memoria decisi di andare a dormire con i miei.
Avevo deciso di passare tutta la notte con una mano sulla pancia di mio papà.
Non avrebbe mai potuto fregarmi in questo modo. Se di notte si fosse alzato io me ne sarei accorto.
Il mio piano era praticamente infallibile. Molto meglio di qualsiasi allarme. Io mi sarei reso conto di qualsiasi movimento, soprattutto perché mio papà era tutto fuorché un ninjia. Avrei colto ogni suo movimento.
La mattina dopo mi svegliai esattamente come mi ero addormentato, con la mano sopra la sua pancia.
I regali erano lì, esattamente dove dovevano essere.

L’anno successivo mi dissi che se Santa Lucia fossero stati veramente loro due, allora i giocattoli dovevano già essere in casa. Così con la stessa arguzia dell’ispettore Gadget mi aggirai per casa, aprendo la cassapanca all’ingresso. Guardai dietro ogni porta, l’armadio dei miei.
Proprio lì vidi un sacco pieno di giocattoli.
Gli stessi giocattoli erano disposti all’ingresso di casa la mattina del 13 dicembre.
Fu un duro colpo. Certo ormai ero uno degli ultimi a cullare il sogno della sua esistenza.

Perché un giorno, una sera in realtà a casa nostra, proprio quella prima della notte più magica dell’anno vennero a casa mia i miei cugini.
Io so di per certo che subito dopo aver sentito Santa Lucia citofonare a casa – cosa strana, di solito veniva di notte – io corsi alla finestra per guardare dove se ne stesse andando.
Vidi un puntino più luminoso nel cielo e sono certo non fosse un aereo. Lì in fondo. Non so come venisse a casa di noi bimbi. Non avendo slitte o scope. Si porta dietro un asinello. Lei è cieca.
Eppure io dopo aver sentito citofonare alla porta, senza neanche guardare quali fossero i regali mi fiondai a guardare.

Il puntino c’era, lo giuro. Lei se ne stava andando via, dopo avermi lasciato i regali, chissà da quale altro bimbo stava andando.
I miei cugini erano di Milano e questa magia non la capivano.
Non potevano capire quanto fosse bella quell’attesa.
Quando scoprii la verità dissi ai miei: “Ma anche Babbo Natale e la Befana?” loro risero e mi dissero: “Be ovviamente siamo sempre noi”.
Io però non gli ho mai creduto fino in fondo. Secondo me quel sacchetto che ho trovato in casa quel giorno glielo aveva portato Santa Lucia dicendo “Ne devo consegnare troppi, ora vi lascio il vostro poi li mettete fuori voi”.

Perché io sono sicuro di averla vista, esattamente come la Mezzogiorno in questo monologo bellissimo di “Basilicata coast to coast”.
Se te lo ricordi vuol dire che è vero.

In qualche modo ogni 12 dicembre vado a dormire sperando che una Santa Lucia mi porti qualcosa, la aspetto.

Tu, hai ricordi di quel momento magico? Raccontameli nei commenti.

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