quelli che ti spiegano

Quelli che ti spiegano…

Tempo di Lettura: 4 minuti

Dispetto #132 – I maestri di vita

In tempo di elezioni, a proposito questo weekend si vota e andate tutti a farlo, avevo previsto molta incertezza per il sondaggio Instagram sul mio profilo Giò Fattoruso.
Tutte le opzioni sono state combattute. C’era quella volta in cui ho quasi fatto lasciare i miei genitori o il racconto di quest’anno di improvvisazione teatrale. Ha vinto “quelli che ti spiegano la vita”.
Ha vinto di poco, ma tra chi ha votato so benissimo che c’è chi ha pensato che io sia la persona che ha provato a spiegar loro la vita, chi invece si è sentito spiegare e chi invece voleva andare alla story successiva ma ha pigiato per sbaglio.
Fatto sta che adesso siamo qui a parlarne.

quelli che ti spiegano la vita
quando ti spiegano la vita come fossero calcoli astrali

Enzo Jannacci cantava “quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire…” circa 50 anni fa. Non credo potesse sapere che con il tempo avrebbe avuto così tanta ragione. Forse sì, perché in quanto artista immenso, le sue parole hanno sempre la capacità di essere stupendamente attuali.
In questo tempo insegnare qualcosa vale più che imparare. È la logica dietro al lavoro degli influencer: ti spiego qualcosa che non sai. Si dice: risolvere i problemi della nicchia.
Però se tutti vogliamo essere influencer finiscono le nicchie e rimaniamo da soli a parlarci addosso. Per questo adesso è molto più facile sentire qualcuno che ha qualcosa da spiegare, piuttosto che trovare qualcuno che abbia voglia di imparare.

Anni e anni fa, quando ero più giovane e le mie amiche oggi trentenni ne avevano 20 (e quindi io 30), quello splendore di donna di Lumia scrisse una caption per sponsorizzare un evento: “Vado qui che c’è Giò e mi spiega la vita”.
Una cosa che mi toccò dentro. Pensai: “Mi sto ponendo male, non devo fare questo”. A me piace raccontare quello che ho imparato, sperando possa servire a qualcuno, non spiegare come vivere.

Quando provi un forte dolore, vorresti che nessuno lo provasse mai. Come se sentissi un eterno senso di protezione nei confronti del mondo.
In qualche modo diventi uno di quei genitori che vogliono preservare la prole da qualsiasi pericolo. Solo che il figlio in questo caso è il globo terracqueo.
Appena sento qualcuno vagamente nella mia situazione apro il mio bagaglio di ottimi motivi per agire diversamente da me. Conscio che poi ognuno deve seguire solo la sua testa, però se posso far fare una riflessione sono felice. Perché l’avrei voluta per me.

Vogliamo toccare l’argomento per cui un minuto dopo la pubblicazione di questo articolo mi trovo insulti nelle chat di whatsapp? Lo vogliamo fare? Bene, facciamolo. Il divorzio.
So che avrei potuto agire diversamente, non farmi acciecare dalla rabbia, non lasciare che nel mio ritorno ad Itaca i canti delle sirene fossero più seducenti della tela di Penelope.
Ho imparato dai miei errori, so perché li ho fatti ma so anche che potrebbero essere evitati, con un po’ di aiuto.

Quando vedo una coppia decennale arrivare al capolinea dell’amore, sento una fortissima empatia. Ricordo cosa volesse dire quel dolore.
È come se ti si rompesse un vaso di vetro con dentro i fiori, tu provassi a fermare l’acqua con le mani e intanto ti stessi solo tagliando con il vetro.
Vorrei evitare agli altri questo dolore, forse perché “se ni’ mondo esistesse un po’ di bene… il mondo sarebbe un po’ più bello”, citando il mostruoso poeta. Un po’ come se salvando un rapporto salvassi anche il mio che non esiste più. Restando regolarmente inascoltato.

Nel mio articolo in cui parlavo di cosa sapere sull’amore, in un paragrafo, citavo un’amica di ExMoglie che voleva insegnare la vita a due nostri amici.
Mi spiego meglio. Eravamo seduti al tavolo di un bar e davanti a noi c’era questa coppia giovanissima. Io avevo 28 anni, lui aveva 5 anni meno di me, lei 10. Tutti gli altri presenti erano miei coetanei.
Non erano giovani solo i componenti della coppia, ma anche il loro amore. Forse era la prima volta in cui nella compagnia entrava lei.
Probabilmente il senso di protezione di AmicaDiExMoglie nei confronti di questi imberbi Aspasia e Pericle (anche se ad Aspasia non piaceva il suo nome e quindi si faceva chiamare Patrizia – citando Bellavista) fece nascere in lei la spiegoneria.*

*Dicesi Spiegoneria il bisogno personalissimo di imporre agli altri la nostra visione del mondo e non accettare nulla di diverso dal nostro volere.

Io ascoltavo rapito questo discorso. Era lo stesso che faceva da sottotrama a Sex and The City 2. Ogni coppia si dà le sue regole. Però evitai di far notare il plagio per non far decadere la credibilità dell’oratrice.
Quindi AmicaDiExMoglie raccontava con dovizia di particolari quali erano le regole della sua coppia, trovandole, giustamente, giuste. Sino a che ad un certo punto volle paragonare le regole della sua coppia alle regole della nostra coppia.
Fece discorsi psichedelici, ora posso dirlo, per lo più motivati dall’insana gelosia di non poter avere la sua amica a comando tutte le volte che voleva perché quest’ultima aveva fatto la pazzia di trovarsi un moroso.
Quindi il discorso era tipo “Io e MioMoroso ci lasciamo gli spazi, mentre Lei e +1 (che poi ero io) non si lasciano questi spazi. Quindi Lei c’è meno per gli amici”.

In un’unica frase cercava di porsi sopra gli altri spiegando la vita, accusando me di una gelosia che onestamente non avevo e l’amica di non darle più le attenzioni di una volta.
Ci vuole talento, quelli che ti spiegano la vita dovrebbero spiegarti anche come si fa a fare questi numeri.
La mia composta reazione fu: “Che cazzo stai dicendo?”. Ovviamente in auto ExMoglie si arrabbiò con me. Io le chiesi “Quindi tu pensi lei abbia ragione?” “No, ma sai che non la devi contraddire”. Buio.

Io voglio continuare ad imparare, quindi ascolterò sempre le esperienze di vita degli altri e delle altre. Continuerò a scriverne di mie.
Lumia nel frattempo non ha ascoltato nulla dei miei insegnamenti e l’ultima volta che l’ho vista era molto felice, spero non sia cambiato nulla.
AmicaDiExMoglie che io sappia è spostata con il moroso dell’epoca e hanno proliferato.
Insomma: non è che alla fine il fesso sono io?

Cosa hanno provato a spiegarti nella vita che non hai mai voluto accettare?

Martedì esce IL SOLITO PODCAST.


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