perché non sono abbronzato

Perché non sei abbronzato?

Tempo di Lettura: 5 minuti

Dispetto #45 – La prima estate da single

“Prima estate da single dopo 20 anni, e gli unici limoni che ho visto erano quelli nel gin”. Questo il messaggio che ho mandato ieri a Pinocchio Radio Deejay che mi ha fruttato la vittoria due pass per il Future Vintage Festival.
È stata una conversazione piacevolissima alla radio e mi ha fatto pensare a quanto questa estate “atipica” sia stata bella.
Certo non sono andato praticamente da nessuna parte e la gente avrebbe potuto dirmi “Perché non sei abbronzato?”, ma tanto già passavo le mie estati all’ombra e quindi tutto normale, e soprattutto citando Bizio Capocetti…

perché non sei abbronzato
io sto all’ombra, per questo la gente poi mi chiede “Perché non sei abbronzato?”

Avevo in progetto di andare a San Francisco, ma poi ho deciso di investire nella mia sanità mentale. Diciamo che ho preferito restare in vita piuttosto che progettare un viaggio a cui non avrei mai partecipato.
Sognavo di vedere la biblioteca di Lawrence Ferlinghetti o le strada su cui è nata On The Road di Kerouac.
Mi immaginavo camminare per strada con una sconosciuta americana, senza capire nulla di quello che lei mi avrebbe detto e poi baciarci al tramonto sulla baia. I miei soliti film mentali che non si avverano.

Alla fine sono rimasto praticamente sempre a casa. Per raccontare questa estate al posto di utilizzare le citazioni dei film, utilizzerò quelle delle persone che ho frequentato in questo periodo:

“Io a casa tua ci vengo, ma non guardiamo il film. Era tanto che non parlavo così con qualcuno”.
Inizio estate, proprio il primo giorno.
Una frase bellissima, che mi ha detto Natura*, una ragazza che in pochissimo mi ha regalato tantissime cose. Alla fine abbiamo parlato tantissimo questa estate, tranne quando eravamo a cena e alla frase “Volevi fare una foto al piatto prima?” mi ha risposto “No, io mangio”.
Io ho pensato fosse una persona perfetta per me.
Natura è stata una dei più bei regali di quest’anno.

(Natura è il personaggio femminile di "La neve se ne frega" e lei me la ricordava molto, in realtà questa ragazza forse assomigliava più a Aidi di jack Frusciante è Uscito dal Gruppo - però ci siamo capiti)

Ogni tanto penso a delle cose e mi dico “No, non fare così a lei non piacerebbe”. Sono cose normali, però sento che in qualche modo questo incontro mi ha migliorato come persona.

“Siamo seduti da meno di due minuti e già mi parli di lei” – “Quando ne parli ti illumini”.
Rispettivamente pronunciate dalla mia AmicaDiCibo e dalla mia Psicologa.
La mia AmicaDiCibo è una ragazza con cui ci siamo trovati spesso durante questa estate davanti a gelati, frappé, pizzette etc etc.
Quella mattina mentre stavamo facendo colazione dopo neanche due minuti le iniziai a parlare di Natura.
La mia Psicologa quando mi chiese come fosse andata la settimana, le raccontai della serata di cui sopra mi disse questa cosa. Sì, forse un po’ mi piaceva, ma mica glielo ho detto subito, ho aspettato fosse a 10.000km da qui.

“Grazie all’improvvisazione ho sentito di essere ascoltata”.
Stavo camminando su un’isola bellissima, assieme ad una SconosciutaBellissima. Avevamo scambiato qualche parola in auto, quasi di cordialità e giusto per capire chi fossimo.
C’era sicuramente molta simpatia, intesa come “due persone divertenti si sono incontrate”. Stavo ridendo di gusto sino a che è arrivata questa frase.
Avrei potuto o voluto dirla io. Come se ci fossimo incontrati per sbaglio sullo stesso sentiero. Una sensazione bellissima.

Fu come essere stato capito senza averlo chiesto. Quasi lei avesse le chiavi dell’ultimo piano del mio sentire e ci fosse entrata, come se fosse casa sua.
Avrei voluto dirle “Sai, lo penso anche io, ho provato così tante volte questa sensazione. Mi sentivo uno stupido, e adesso o siamo due stupidi o semplicemente non siamo soli”.
Per poi portarla in riva al mare e proseguire: “Senti noi due abbiamo senso in quest’ora che ci divide dall’alba e poi non esisteremo più, siamo solo granellini nel grande scenario della vita che un giorno verranno dimenticati. Quello che importa è il presente, questo momento, quest’unico momento che stiamo condividendo”. Citando Bojack e sperando lei non lo avesse visto.

Tutto restò nella mia testa, e nella mia incapacità di dire qualcosa di sensato al momento giusto. I miei soliti film mentali che non si avverano.

“Ho messo questa camicetta che era di mia madre prima che si sposasse”
“Anche io questa camicia ce l’ho da prima di sposarmi”

Uno scambio di battute tra me e la BaristaPerfetta, perfetta perché sa fare dei gin lemon buoni e senza chili di ghiaccio.
Abbiamo riso tantissimo, mi ha fatto pensare di poter ridere del fatto che io abbia 37 anni e con me in auto c’era qualcuno nato quando io iniziavo le superiori.

Sono stato spesso al Canta Indie Canta Male., un’idea geniale della mia amica Maddalena. L’età media è inferiore alla mia di almeno 12 anni, però io mi diverto tantissimo, nelle serate giuste è come sentire il profumo del mare del Nord per il protagonista di un racconto di Tondelli. Qualcosa che ti spinge a prendere la macchina e andare.
Inseguendo quell’idea.

“Non sempre ciò che sbrilluccica significa che ha visto solo brillare”.
È un messaggio, mi è arrivato da una persona di cui non so molto.
Una persona capitata veramente per caso nella mia vita, lei dice che “le coincidenze non esistono”.
Io per ora penso sia delicata e preziosa. È solo una sensazione, non ho niente a favore o contro questa cosa.
Quindi mi cullo questa idea.

Senza farle sapere fosse il mio compleanno l’avevo invitata a mangiare una pizza proprio per quella sera.
Volevo farmi un regalo, conoscere una persona nuova, probabilmente bellissima – non solo in senso estetico – per quello che dovrebbe essere il giorno più speciale dell’anno.
Alla fine non potrà esserci. I miei soliti film mentali che non si avverano.

“Mi ha fatto piacere tu mi abbia scritto stasera”.
Una sera stavo parlando con un gruppo di sconosciuti ho usato la frase “Se sei di Bergamo sai sicuramente chi sono”.
Il caso ha voluto che effettivamente sapessero chi fossi e non perché dovessi loro dei soldi. Mi sono evitato una figura di merda colossale.

Qui ho conosciuto la ragazza che mi ha mandato questo messaggio, che in poco tempo è diventata come una Cuginetta o Sorellina. O, semplicemente, una bella amica.
Ci raccontiamo quello che ci succede, ogni tanto beviamo una birra. Mi manda quello che scrive, io parlo con lei delle idee per il libro che non esisterà mai.
L’ultima cosa che ci siamo detti?
“Quindi cosa fai per il tuo compleanno?”
“Non lo so, tu sei libera?”
“Sì”
“Bene, allora mangio una pizza con te”
“OK”

Non è un caso. Mi piace passare il mio compleanno con le persone belle. A proposito, è domani. 1 settembre, ricordi?

È stata un’estate bellissima. Nessuno mi ha chiesto “Perché non sei abbronzato?”, non ho baciato nessuna, e l’ultima frase con cui chiudo me l’ha detto una persona non del cuore, ma NelCuore: “I tuoi racconti finiscono sempre con ‘eh fine…'”.

Quindi domani è settembre. “eh fine…”

ps: grazie a tutte le persone incontrate in questi mesi, a tutti i “ti voglio bene” detti e ricevtui, a chi ha dormito in questa casa, a chi mi ha ospitato, ai gin lemon, alle birrette, alle battute. Grazie di tutto.

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