pensavo fosse destino

Pensavo fosse destino

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Dispetto #116 – Quando conobbi la mia ex

Mentre scrivo questo post non è ancora arrivato San Valentino, siamo in piena wave di polemiche su Sanremo, questo articolo uscirà il giorno della festa dei Single.
Nel sondaggio sul mio profilo Instagram questa settimana c’è stato un equilibrio risolto solo da un voto. Ha vinto il racconto di quando ho conosciuto la mia ex moglie.
Perché ci siamo conosciuti il giorno di San Valentino e io pensavo fosse destino.

pensavo fosse destino
pensavo fosse destino incontrare in un locale la mia futura ex moglie

In questi giorni, facendo un conto a spanne, sarà più il tempo in cui sono separato che quello in cui sono stato sposato. 3 anni e 4 mesi di matrimonio, 3 anni e 4 mesi ora.
Fa impressione, sono oggettivamente anni volati via. In cui è successo di tutto e di cui le pagine di questo blog raccontano.
Io e ExMoglie siamo al punto di non parlarci più, penso sia una cosa naturale. Alla fine passa e se ne va. Come ha detto meravigliosamente Alessandro Baricco da Fabio Fazio “Serve lasciare andare le cose” per essere felice.
Mentre scrivo ho ancora nelle orecchie le polemichette dopo il mio articolo Adesso basta. Il rischio di averne altre è alto, ma potrebbe anche non succedere.

Non ho mai creduto nel destino. Non penso le cose siano predeterminate, il butterfly effect credo mi dia ragione.
Con ExMoglie invece ho voluto fare un’eccezione. Ho pensato tantissime volte a quanti casi ci avessero portato quel giorno, la festa degli innamorati, nello stesso posto, allo stesso tavolo.
La scelta di fare una scuola, diventare amico di un compagno conosciuto in 4a, fare un’estate ad ascoltare solo Rino Gaetano e la Dinamo Folk Rock Band assieme. E adesso che ci penso la prima canzone della Dinamo si chiama “L’inizio dell’Orgoglio” e penso possa essere anche il titolo di quel giorno.
Mi spiego: io sono orgoglioso di ogni singolo giorno passato con ExMoglie, voglio sia chiaro, dall’altra parte eravamo entrambi due persone molto orgogliose. Cosa che piano piano ci ha allontanato.

Per me, però, non c’erano altre chiavi di lettura, il destino ci aveva voluto in quella stanza insieme quel giorno. Due persone che si conoscono il giorno di San Valentino, destinate ad essere una sola cosa nella vita.
Era un film scritto benissimo. Con quelle trame un po’ tardo adolescenziali, un po’ di sinistra che insomma avrebbe potuto girare Massimo Venier. Ho anche il titolo: “San Valentino, Socrate e altri disastri”.
L’idea di questa affinità elettiva voluta da qualcosa di più grande si univa alla mia convinzione di essere fatti l’uno per l’altra.
Erano le due cose che mi permettevano di superare ogni litigata: il pensiero che lei fosse la persona con cui avrei voluto condividere il resto della mia vita, il fatto che fosse avvalorato dal destino. Avessi provato a superarle parlando e trovando un punto di incontro secondo me sarebbe andata meglio, ma io ho capito a 27 anni che mio padre a 5 anni mi prese in giro1, mica sono uno sveglio.

Quel 14 febbraio il mio amico Roby venne a prendermi a casa. Io una settimana prima avevo lasciato ViolantePlacido e aspettavo solo che Lei lasciasse il suo ragazzo per cominciare la nostra storia di non amore.
In quel limbo sentimentale accettai di andare al concerto della Dinamo.
Trovai una compagnia di cui non conoscevo nessuno. Appena arrivati Roby disse di dover andare in bagno e in quell’esatto momento, appena lui si allontanò, una ragazza si lasciò cadere sul tavolo in segno di sconfitta. Come se le fosse capitata la cosa peggiore del mondo.
Scoprii che Roby era il suo ex. Si erano frequentati un po’ e lui per motivi tutti suoi decise di lasciarla. Lei non l’aveva presa evidentemente bene. Ah, quella ragazza era ExMoglie.

Provai a chiedere se andasse tutto bene. A voler capire cosa ci stesse dietro. Roby era mio amico ma non mi raccontava molto della sua vita. Manco sapevo che si stava vedendo con una, figuriamoci del fatto di averla lasciata anche un po’ male.
Quindi per i primi minuti non capii assolutamente niente, e al mio: “Tutto bene?” presi il primo di una lunga serie di “Vaffanculo” che poi avrebbero accompagnato la nostra relazione.
Ecco forse questo era il destino, la prima cosa che mi disse ExMoglie fu un “Vaffanculo”, dritto, tipo quello del Conte in I Love Radio Rock. (Stupendo come negli anni 60 non si potesse dire un Vaffanculo per radio e adesso non si possa dire “Stop al genocidio” in TV. N.d.R.)

Vista da quest’altro punto di vista tutto assume dei contorni più credibili alla luce di come stiamo ora.
Quella sera io per lei e le sue amiche ero QuelCoglioneDellAmicoDiRoby. Uno con il peccato originale di essere l’amico di uno che aveva fatto soffrire una e quindi una sorta di nemico da combattere.
Avrei voluto dichiarare la mia innocenza da subito, e onestamente sono convinto di esserci riuscito con il tempo. Infatti poi sono diventato QuelCoglioneDiMioMarito. Adesso penso di essere solo QuelCoglioneDelMioExMarito. In poche parole in questi 17 anni sono riuscito a rendere del tutto innocente IlMioAmicoRoby. Penso di meritarmi un premio!

La storia tra me e ExMoglie è iniziata come poi è finita: con un vaffanculo.
L’ho detto all’inizio, non ci sono giorni di cui mi pento delle scelte fatte. Non è andata come speravo. Non mi pento di nulla perché ero innamorato e a differenza di quello che dicono Mahmood e Blanco quando uno ama non sbaglia sempre. Se ti senti sbagliato/a in amore, scappa.
Anche perché io l’ho detto e lo ripeto: non voglio essere cinico con l’amore. Il mondo ha bisogno di persone innamorate, persone che si disperano e gioiscono per amore.

17 anni fa è cambiata la mia vita. Non avrei mai detto che mi sarei innamorato di quella ragazza svenuta per finta sul tavolo.
Non avrei mai detto sarebbe diventata la persona che mi ha regalato alcune tra le più grandi gioie e delusioni.
È cambiata il giorno di San Valentino, che va festeggiato, perché è la festa degli innamorati, non di quelli che vivono una relazione di coppia.

Ti auguro l’amore che meriti.
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  1. All’età di 5 anni mio padre mi convinse che la nostra autoradio potesse farci sentire la canzone di una musicassetta anche se la musicassetta fosse tolta a metà pezzo. Io rimasi sconvolto, pensando ad una tecnologia visionaria. A 27 anni camminando per strada realizzai che la stessa canzone della cassetta stava passando per radio. ↩︎

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