io non sono complottista ma

Non sono complottista ma…

Tempo di Lettura: 4 minuti

Dispetto #19 – I complottisti

Nella mia vita sono sempre stato appassionato di leggende.
Amavo tantissimo i miti greci, e non per merito di Pollon. Ho divorato libri sul Santo Graal, tranne il più venduto perché me lo hanno raccontato al catechismo. Mi appassiono a racconti tipo quello de la Sarneghera, per fare il figo con gli amici in visita al lago di Iseo.
Solo che a differenza di chi ti dice: “non sono complottista ma…” ho imparato a scindere il falso dal vero (cit)

non sono complottista ma
bastarebbe leggere un libro per non essere complottista, ma

L’habitat naturale per un complottista è il social network. Una volta solo si rifugiava solo su Facebook, ma con il tempo è migrato anche su Twitter e Telegram, allargando così il suo territorio di caccia.
Molti di loro si definiscono liberi pensatori, anche se sembrano avere più una fede incrollabile che libertà di pensiero.
Saranno queste loro certezze a mettermi un po’ in soggezione, per natura e formazione a me piacciono i dubbi.

Da qualche tempo il ritornello “io non sono razzista, ma…” è stato sostituito da “io non sono complottista ma”, pronunciato dalle stesse persone come preludio a una serie di deliranti congetture su:

  • i vaccini (anche prima del covid)
  • la forma della terra
  • immigrazione clandestina – questa anche ai tempi del razzismo, non passa mai di moda

Nella mia vita ho fatto tante cose stupide, ma sicuramente una delle più stupide è stata cercare un dialogo sui social network. Poi ho capito che nessuno al mondo ha voglia di mettere le proprie idee in piazza per essere discusse, cercano tutti conferme.
Far provare a cambiare idea ad un complottista è un’utopia. L’ho capito tardi, dopo essermi impegolato nelle discussioni più improbabili.

Una volta dissi ad una persona che la terra è tonda, ci sono anche le foto dallo spazio a confermarlo. Lui mi rispose che non era vero, nello spazio non ci eravamo mai andati, però di parlare a bassa voce perché i satelliti potevano intercettarci. I satelliti, quelle cose che stanno nello spazio. Mi arresi.

Gli ultimi due anni hanno permesso a molte persone di uscire allo scoperto e dichiarare la loro natura complottista. A loro discolpa devo dire che stiamo vivendo una situazione talmente distopica da far venire dubbi anche a me. Il complotto diventa una risposta-rifugio quando di risposte non ce ne sono più. Qualcuno ci ha fondato delle religioni su questo principio.
Non posso biasimare i cosidetti boomer, persone che hanno vissuto la strategia della tensione, le stragi di Stato, i servizi segreti deviati etc etc
Come possiamo dir loro: “Ragazzi tranquilli, nessun complotto, solo un cinese che ha mangiato un pipistrello”. Hanno ragione a dire “io non sono complottista ma”

Quello che ancora non sono riuscito a imparare è parlarci dal vivo.
Da dietro uno schermo è più facile, si può essere sarcastici e denigrare l’opinione dell’altro – sport in cui se mi impegno posso ambire all’oro olimpico. Dal vivo l’altro potrebbe non apprezzare il sarcasmo e passare direttamente alle mani. Meglio essere cauti.
Su alcuni argomenti, tipo il covid, cerco di sbrigarmela con “Ti prego, non parliamo di questa cosa, ho pianto due giorni quando ho visto i camion dell’esercito” (cosa tra l’altro vera). Mentre sull’immigrazione clandestina ho dato del mio meglio.

Nell’estate 2018 il governo GialloVerde era appena entrato in carica. Nei primi 100 giorni l’unico motivo per cui si parlava dell’azione di governo erano le sceneggiate sui porti chiusi voluti dell’allora Ministro degli Interni. Una narrazione basata su Fake News complottiste con l’evidente scopo di creare odio verso gli immigrati e le ONG.
Ci veniva raccontato che era in atto un piano di sostituzione etnica con grandi miliardari pronti a finanziare questa strategia.
Quest’idea entrò dentro al soldatino giallo rispondente al nome di MioZio. Un uomo che non si è mai interessato di politica sino a che la politica ha smesso di pensare per lui e fargli credere di pensare come lui.

Durante il viaggio in auto avevo promesso a mia madre di non fare polemiche, anzi avrei evitato qualsiasi tipo di discussione.
MioZio sapendo della mia poca propensione al dialogo, soprattutto a riguardo del governo GialloVerde, appena arrivai a casa sua, al minuto 14 della mia vacanza mi incalzò chiedendomi pareri al riguardo.
Cercai di sviare il discorso, dissi solo: “Non hanno fatto ancora niente, vediamo” e sull’immigrazione mi limitai a “Io preferisco accogliere e creare sicurezza che respingere e creare morti”.
A pensarci bene queste frasi non profumavano di diplomazia come il tono pacato utilizzato per dirle.

MioZio rispose che era tutta una bufala, le immagini di OpenArms erano create ad Hoc in qualche piscina, perché c’erano le foto. Cercai di fargli capire che stava farneticando, ma sentivo un grandissimo mal di testa, la stanchezza di otto ore di viaggio alla guida e un crescente nervosismo. Lui continuò tirando fuori un paio di meme di Marione, per lui la massima espressione di pensiero politico, allo scopo di convincermi delle sue fonti e idee.

A quel punto capii da solo dove stava arrivando. Purtroppo i Marò non erano più un buon modo per far sviare un discorso e lui era lanciato verso quella che in quei giorni era la Fake News di punta per i complottisti: la bufala dell’immigrata con le unghie rosse.
Io gli chiesi di non farlo, di non dire anche questa. Il mio mal di testa mi imponeva di chiudere il discorso e andarmene, invece stoicamente restai lì. Feci solo una promessa: “Zio se dici sta cosa io ti spacco la sedia sulla schiena”.

MioZio, forse a mo di sfida o semplicemente perché non capiva una beata fava, disse: “Io non sono complottista ma quella era povera e con le unghie curate?”.
A quel punto ne andava del mio onore, presi in mano la sedia e urlando “Adesso te lo do io il tuo complotto”, venni fermato da mia madre e mia sorella.
Cercai di divincolarmi, di riuscire a compiere il mio dovere di divino punitore.
Mi fermò la frase: “Per fortuna che avevi promesso di non fare discussioni”.
Al minuto 27 della mia vacanza ero già venuto meno alle mie promesse.

Quella fu l’estate che poi proseguì con lo scambio social tra me e MusicistaRancoroso, che secondo me fu soltanto uno pagato da MioZio per rovinarmi ulteriormente le ferie. Come lo so? Perché certe cose non ce le dicono…

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