Non so fare i regali di Natale

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Dispetto #14 – I regali di Natale

I regali sono una cosa bellissima quando li ricevi, un’incredibile fonte di stress quando devi farli.
Negli ultimi anni mi sono accorto che non so fare i regali di Natale. Rischio sempre di fare un regalo per me bellissimo e per chi lo riceve invece è poco più di un soprammobile a cui far prendere polvere. La mia capacità di fare errori si ferma un passo prima del livello “Buono spesa in macelleria regalato all’amico vegano”.

Non so fare i regali di Natale

Da piccolo investivo per i regali di Natale le 100.000 lire ricevute al compleanno. Era tutto molto facile. Avevo poche certezze inscalfibili: un libro di Luciano De Crescenzo per mio padre, un Harmony per mia madre, un giocattolo a caso per mio fratello e delle candele per mia sorella.
Per alcuni anni della mia vita fare i regali natalizi è stata una passeggiata di salute. Con questa ingenuità mi sono affacciato all’adolescenza e ai primi regali a fidanzatine varie.

Per me l’unico giorno giusto per acquistare i regali è il 24 dicembre. Non ci sono altre opzioni, quando sento qualcuno dire a novembre “Sono a posto con i regali di Natale” io penso sia in ritardo sull’anno prima.
Ogni tanto credo che Baffo Natale di Elio e le Storie tese l’hanno scritta pensando a me e alla schiera di persone così.
Siamo gli Ultimisti.
Non ci ho mai fatto caso, però molto probabilmente se al posto di guardare i regali io guardassi le persone attorno a me sono sicuro che sarebbero le stesse dell’anno prima. Noi Ultimisti siamo una piccola comunità, una minoranza come i non tatuati in spiaggia e le persone con la paura dei cani.

Quest’abitudine non è d’aiuto per uno come me che non sa fare i regali di Natale. Irrimediabilmente manca il tempo per ponderare, curare la forma e fare qualcosa di bello.
Negli anni ho regalato: una maglietta rosa che non avrebbe indossato neanche Pantani sul Mortirolo, un completo guanti, sciarpa e cappello color verde/azzurro talmente brutti che alla commessa diedero una promozione per essere riuscita a venderli e una maglietta di Desigual (anche se a mia discolpa devo dire che quella mi era stata esplicitamente richiesta). Solo per citarne alcuni.

Il momento in cui ho capito veramente che non so fare i regali di Natale è stato qualche anno fa.
Nel Natale 2013 ero appena andato a convivere, da poco più di un mese. Per questo motivo volevo farle un regalo bellissimo. Alzai anche il budget che mi ero imposto.

Passeggiando per un centro commerciale insieme alla mia piccola comunità Ultimista vidi una borsa, piccola, colorata. Mi colpì subito. Secondo me in quella borsa c’era lei. Era elegante ma sbarazzina, era ai limiti del lusso ma divertente.
Non mi interessava per niente il prezzo, quello per me era il regalo perfetto. Era il primo della nostra nuova vita insieme, per me era bellissimo.
Quando la vide sembrò felice, gliela vedevo spesso indosso e ogni volta pensavo fossero un connubio perfetto.
Quella piccola borsetta, che non si prendeva sul serio anche se lo era, per me fu il mio grande regalo. Se lei fosse stata un borsa non avrebbe potuto essere diversa da quella lì. Ero molto soddisfatto di me.

Un paio di anni dopo, in ufficio con delle colleghe parlai del mio regalo perfetto. Decantai la bellezza di quella borsa, di cui addirittura avevo ancora lo scontrino in tasca, e quindi riuscii a risalire al nome della Marca. La cercai su internet e tutto tronfio la feci vedere alle colleghe, con l’aria di quello che “I vostri fidanzati mica ve lo fanno un regalo così bello”.
Loro la guardarono, mi guardarono, la riguardarono e poi scoppiarono a ridere. “Guarda che è bruttissima” fu la frase lancinante lanciata nei miei confronti.
“Ma a lei è piaciuta!” fu la mia difesa a spada tratta.

Tornai a casa con l’animo ferito di chi non si sente capito. Cercavo in lei un rifugio. Appena entrato dalla porta dissi: “Sai, le mie colleghe hanno detto di non apprezzare la borsa che ti ho regalato”. Alla ricerca di comprensione, di un cenno, sperando di sentirmi una cosa sola con lei, uniti nell’amore per quella borsa.
Lei fece una smorfia come a dire “Hanno ragione loro”.
Rimasi impietrito. Congelato fuori, demolito dentro. La borsa non era bella, una certezza caduta, risucchiata dallo stesso buco nero che si era preso l’amore tra Al Bano e Romina Power, il finale fake di Holly e Benji e tutte le altre certezze a cui restavo appeso per dare un senso al creato.

Non ricordo se lei abbia mia più utilizzato quella borsa, probabilmente l’essersi liberata di quel fardello interiore le permise anche di non sentirsi più obbligata a mettere qualcosa di brutto solo perché regalato.

È stato così che ho capito di non saper fare i regali di Natale. Di aver vissuto in un’eterea illusione di avere gusto. Sento di aver bisogno di Enzo Miccio e Carla Gozzi con me per un “Ma cosa regali?”, remake dell’indimeticato e indimenticabile “Ma come ti vesti?”. Basta non mi chiedano di smettere di essere un Ultimista.

Tu, qual è il regalo peggiore che hai fatto in vita tua?
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