lezioni di moralità

Lezioni di moralità

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Dispetto #125 – Quelli che credono di essere migliori

Questa settimana su Instagram c’è stato un plebiscito, e onestamente un po’ me lo aspettavo. Tra la possibilità di parlare della volta in cui il sindaco del mio paese mi pensava come un acerrimo rivale, nonostante io non sia mai stato candidato, e quella di suggerire un argomento a piacere tramite Direct Message, ha vinto: quella volta che una scrisse a mia moglie.
Un risultato schiacciante, davvero imbarazzante. Si vede che a noi tutti piace ridere di chi ci vuole dare lezioni di moralità. Perché di questo stiamo parlando.

la nostra moralità è un bellissimo intonaco con molte crepe

Sui social c’è questa moda di pubblicare gli screenshot delle conversazioni. Pagine come Commenti Memorabili ci han fatto la loro fortuna.
La maggior parte ha come argomento maschi che importunano le femmine. Fino a qui niente di nuovo dal fronte occidentale.
Funziona così: lui ad aprire le danze con frasi propedeutiche all’invio della foto del proprio pene, lei che deve schivare questa irripetibile opportunità. Raramente si parla della politica estera di Biden.

Questo tipo di comportamento è da condannare. Se una ragazza dice di aver voglia di scopare non sta dicendo che vuole il tuo cazzo in chat, altrimenti ti avrebbe chiamato e invitato a casa.
La cosa migliore da fare sarebbe denunciare, perché si tratta di molestia, però sappiamo tutti che una denuncia del genere avrebbe lo stesso effetto della r nella parola Marlboro.
Quindi concordo sull’umiliazione in pubblica sede a scopo rieducativo.

Altre volte però mi manca un pezzo, ci sono interazioni tipo: “Ciao” – “La tua fidanzata sa che mi scrivi?”. Lì ho una sensazione di smarrimento.
Cosa mi sono perso in mezzo?
Perché questa ragazza ha sentito il bisogno di dire a quest’altro che lui ha una fidanzata?
Poteva essere “Ciao, ho trovato la tua carta di identità per terra”, giusto? Potevano esserci infiniti mondi prima di arrivare a quella conclusione.
Invece la ragazza va diritta a quel punto. E sono onesto, visto il quantitativo di ragazzi che poi manda la DickPic mi dico, ok, potevi essere prevenuta, ci sta. Però perché postarlo sui social? Solo per sentirti moralmente superiore.

Volete che non sia successa anche a me una cosa simile? Potevo essermela risparmiata questa cosa? Signora mia, si figuri se nel complesso e complicato mondo dei social anche io non abbia trovato una persona che si credeva più intelligente di me, pronta a darmi le sue lezioni di moralità.

Partiamo dall’inizio: chi mi segue da un po’ sa che ho avuto un passato da cantautore. Ho parlato delle mie canzoni anche nell’articolo sui limiti.
Nel 2018 decisi che avrei dovuto fare le cose fatte bene oppure non farle. Arruolai Luca Barachetti per avere un ufficio stampa e comunicazione per il mio progetto.
Non volevo nessuna scusa. Se le cose non fossero andate come avrebbero dovuto la colpa sarebbe stata solo ed esclusivamente mia.

Luca, figura importantissima per me, mi disse: “I tuoi pezzi arrivano a quelli della tua età, ma a noi servono anche i più giovani. Serve tu abbia un giro social di persone giovani che ascoltano l’indie”.
Se tu prima crei un legame personale con delle persone, a volte opinion leader di una nicchia, o tu stesso diventi opinion leader di quella nicchia, sarà più facile avere delle attenzioni.
Per questo diventai molto attivo sul gruppo Facebook Stazione Indipendente.

Nei gruppi Facebook la dinamica è: tu scrivi un post e si apre la discussione. Alla discussione possono partecipare tutti, ma spesso, per questioni di algoritmo, partecipano sempre le stesse persone con cui hai avuto interazioni precedentemente.
Da queste interazioni spesso poi nascono chat, chiacchiere e amicizie. Negli anni ho conosciuto belle persone, tipo Sara, Linh, la stessa Benedetta più volte menzionata su questo blog l’ho conosciuta grazie a quel gruppo.
La mia seconda frase in caso di chat era sempre: “Sono sposato”. Era il mio mettere le mani avanti, voleva dire che non ci stavo provando, perché ero a posto così.

Una volta mi capitò questa stessa interazione con una ragazza, di 17 anni, lo scoprii mentre parlavamo. Dopo il secondo messaggio, quello dove dichiaravo il mio status, ExMoglie mi inviò uno screenshot. Il sunto era “tuo marito scrive alle ragazze, fortuna che questa è minorenne, sennò chissà cosa poteva capitare. Mi spiace per te”.
Il messaggio arrivava da un profilo anonimo, creato appositamente per quello scopo. Fu un grosso spavento, perché di primo acchito pensai ad un attacco hacker. Non pensai proprio che la persona dall’altra parte potesse essere stata così stupida, anche perché, e poi mandai gli screenshot a ExMoglie per farle vedere cosa fosse successo, io non avevo fatto assolutamente nulla.
Ovviamente poi scoprii che era stata questa ragazza, probabilmente abituata a interazioni con ragazzi della sua età che le scrivevano a scopo riproduttivo.

Da un lato pensai alla mia leggerezza, pensai che dichiarare il mio status civile non era sufficiente per dichiarare le mie intenzioni. Dall’altro però ogni tanto mi chiedo ancora come ci sia potuti sentire in diritto di andare dalla moglie di una persona e pensare di dare lezioni di moralità sul marito di cui non si sa neanche il nome.
Senza sapere cosa quelle due persone stanno passando, entrando a gamba tesa con la stupida pretesa di essere migliori degli altri. Influenzata forse da migliaia di post a cui aveva messo like per sentirsi anche lei dalla parte giusta della storia.
Ce la vedo immaginarsi Super Frida, farsi crescere un unico sopracciglio e salvare il genere femminile e poi andare in giro a sentirsi paladina dell’amore vero.

Tralasciando poi il fatto che io possa essermi sentito ferito, trattato come un cane solo per il peccato originale di esser nato maschio. Perché signora mia si figuri se possiamo metterci qua a fare i maschi che si lamentano delle conseguenza di azioni fatte da altre persone che in comune con te hanno solo il genere assegnato. Perché il pensiero di star facendo una cattiveria immeritata ad una persona mica passa per la testa quando si possono fare like con cui abbattere il patriarcato.

Raccontai l’avvenimento sui social e ricordo molte persone stringersi attorno a me, alcune si offrirono di scrivere a ExMoglie per dire quanto io fossi una persona rispettosa etc etc. Quella fu la mia vittoria.

Tu hai mai provato ad insegnare moralità agli altri?

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