quando fate un figlio?

4 trucchi per rispondere alla domanda: Quando fate un figlio?

Tempo di Lettura: 3 minuti

Dispetto #6 – Auguri e figli maschi

Nel dispetto #6 ho parlato delle aspettative delle persone riguardo alla capacità di una coppia di riprodursi e mettere al sicuro il proseguimento della specie. Aspettative che si riversano sulla coppia con la fatidica domanda “Quando fate un figlio?”

La peggiore delle domande, alcune coppie si mettono d’accordo prima sul come trovare una risposta comune, altre si sciolgono. Quel che la gente non sa è quanto questa domanda possa essere fastidiosa, a tratti anche dolorosa.
Nel tempo ho scoperto che l’ironia – sempre sia lodata – è l’unica arma per poter rispondere alla “domanda”.

Ecco quindi 4 trucchi per rispondere alla domanda: “Quando fate un figlio?”

  • Rispondere 42
  • Spogliarsi nudi e urlare “Adesso”
  • Fare un’arringa contro il capitalismo e i pannolini
  • Dare colpe e meriti ad una qualsiasi divinità

Trucco 1: Rispondere 42

Come tutti sanno 42 è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.
Evidentemente può essere una risposta anche alla domanda “Quando fate un figlio?”, che se non è fondamentale sulla vita poco ci manca.

La riposta 42 potrebbe spiazzare un interlocutore disattento e che non ha letto Guida galattica per autostoppisti. A quel punto potete iniziare a raccontare di quanto sia importante avere sempre con sé un asciugamano e che l’uomo è solo la terza specie più intelligente sulla terra. I delfini sono molto meglio.

Lo spiazzamento potrebbe portare il vostro interlocutore a pensare che voi non siate degni di avere un figlio, quando a lui sarebbe bastato leggere un libro.

Trucco 2: Spogliarsi nudi e urlare “Adesso”

Tutti sanno che i bambini non nascono sotto i cavolfiori, soprattutto le persone che ti chiedono quando ne farete uno.
A pensarci bene c’è una curiosità morbosa sulla vita sessuale di due persone. Allora perché non accontentarli? Spogliarsi completamente nudi e gridare adesso.

Potrebbe creare uno spiazzamento eccessivo nei confronti di chi ha fatto la domanda. Però forse questa terapia d’urto potrebbe aiutare l’intervistatore a capire quanto sia stata una domanda intima e personale quella che vi ha rivolto.

Trucco 3: Fare un’arringa contro il capitalismo e i pannolini

Lanciarsi un’inutile arringa contro tutto e tutti è tipico di un qualsiasi pranzo in famiglia con presente lo zio complottista.
Allora perché non farlo anche voi? Una bella filippica sul capitalismo. I bambini sono il prodotto preferito dal capitalismo. Vestiti nuovi da cambiare ogni 3 mesi, scarpe, pappette. Soprattutto pannolini.

Vi do questo spunto. Sapete che i pannolini sono l’articolo più venduto su Amazon? Non i libri e nemmeno il bastone fluo di Frank Matano.
I pannolini per bambini sono la punta di diamante di questo consumismo sfrenato. Perché alimentare questo sistema malato?
Lo zio complottista potrebbe anche darvi ragione.

Trucco 4: Dare colpe e meriti ad una qualsiasi divinità

L’ultimo dei 4 trucchi per rispondere alla domanda “Quando fate un figlio?” è dare colpe o meriti ad una divinità qualsiasi. Frasi tipo “Eh quando nostro signore lo vorrà…”. Sono risposte che fanno molto felici i parenti credenti.
L’importante è dire questa frase tenendo le lettere minuscole, in maniera tale da non offendere nessuna divinità da Zeus a scendere e lasciarsi libere tutte le porte.

Sappiamo tutti che a volte fare un figlio è un percorso anche emotivamente doloroso.
Servono visite ginecologiche e urologiche, magari cicli di pastiglie. Scoprire quando lei è fertile, impegnarsi, riuscire a farcela proprio nel momento giusto. Naturalmente quando sarà il lieto evento tutta la famiglia ringrazierà il cielo e non la vostra forza d’animo.
Pare giusto dare le colpe e non solo i meriti a certe entità. Se uno vuole farsi chiamare divinità deve anche essere in grado di prendersi le proprie responsabilità.

Queste sono le mie quattro risposte alla domanda “Quando fate un figlio?”, una domanda che non andrebbe mai fatta.
Ma faglielo capire tu ai parenti al pranzo di Natale.

Si può resistere a domande inopportune senza tatuarsi resilienza

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