4 trucchi per non essere il collega insopportabile

Tempo di Lettura: 3 minuti

Dispetto #2 – il collega insopportabile

Come abbiamo visto nel dispetto #2, il collega insopportabile, avere a che fare tutti i giorni con una persona negativa può inficiare sul nostro umore.
Se non vediamo un collega insopportabile tra i nostri cosa può voler dire?
I casi sono due, o sei molto fortunat* o il/la collega insopportabile sei tu.
Nel primo caso ti consiglio di tenerti stretto quel posto di lavoro sin che puoi, per il secondo invece eccoti 4 trucchi per non essere il collega insopportabile.

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I 4 trucchi per non essere un collega insopportabile potrebbero essere riassunti nella frase “tratta i tuoi colleghi come vorresti trattassero te”, più nello specifico sono:

  • Impara dagli altri quello che non sai
  • Rispetta le scadenze
  • Non far ricadere le tue mancanze sui tuoi colleghi
  • Insegna agli altri quello che sai

Trucco 1: Impara dagli altri quello che non sai

La prima regola su un posto di lavoro è l’umiltà, da non confondere con il servilismo.
Bisogna avere l’umiltà di capire che anche dagli altri si può sempre rubare qualcosa – oltre alla cancelleria. Un collega più anziano potrà sembrarci arcaico nei modi, potrebbe non saper mandare un’e-mail o peggio ancora digitare un dito alla volta, però ha sicuramente esperienza e malizia.
Alcune cose sul posto di lavoro sono chiare solo a chi ha l’occhio allenato per vederle, diventa fondamentale saper rubare questo punto di vista per migliorare come lavoratori.

Trucco 2: Rispetta le scadenze

Un ottimo modo per evitare di essere il collega insopportabile è quello di rispettare le scadenze. Ogni lavoro ne ha, di qualsiasi tipo di natura, rispettarle farà in modo che tutti il team lavori al meglio.
Per fare questo serve organizzazione, conoscenza del proprio lavoro e delle proprie capacità. Se dichiari di poter fare una cosa entro mezzogiorno, quella cosa deve essere fatta entro mezzogiorno, perché un tuo collega avrà organizzato il suo lavoro sulla base a quello che hai detto.
Comprendere di far un parte di un meccanismo non significa essere solo un anello della catena in un ingranaggio disumano, ma avere un dovere verso i tuoi colleghi, dando loro la possibilità di organizzare il proprio tempo anche grazie a te.

Trucco 3: Non far ricadere le tue mancanze sui tuoi colleghi

Solo chi non lavora non fa errori, questo è poco ma sicuro. Questo però non devo avere ripercussioni sul lavoro dei tuoi colleghi.
Può capitare di aver sbagliato a digitare, comprendere male la richiesta di un cliente o non aver salvato ancora l’antico vaso. A quel punto la prima cosa da fare è tenere la mente lucida, pensare velocemente a come risolvere il problema, risolverlo e infine bersi un Amaro Montenegro.
Se invece questa parte viene deputata ad un* tu* collega è possibile che ne abbia a male, si dovrà sobbarcare un lavoro in più per sopperire ad una tua mancanza.
Questo non vuol dire che un* collega non ti possa aiutare – nessuno di noi è più bravo di tutti noi messi assieme, diceva R. Kroc fondatore di McDonald’s – però questo aiuto non può essere sempre unilaterale. Sii pront* a ricambiare appena ne avrai l’occasione.

Trucco 4: Insegna agli altri quello che sai

L’ultimo dei 4 trucchi per non essere il collega insopportabile è quello di insegnare agli altri quello che sai. Senza presunzione, senza boria. Il tuo sguardo, la tua esperienza, la tua malizia e il tuo know-how sono un bagaglio prezioso tuo e della tua azienda.
Non aver paura di quell* nuov*, se farà più carriera di te se lo sarà meritato in qualche modo. Tu spiega quello il tuo sapere come un nonno che passa un segreto di famiglia al nipote.
Non aver paura di perdere le tue conoscenze, pensa piuttosto che stai facendo spazio per prenderne di nuove.

Questi sono i 4 trucchi per non essere il collega insopportabile. Io ai miei ho sempre detto “Non sono qui per essere il vostro migliore amico, ma vostro miglior collega”. Perché per me la vita lavorativa e quella privata devono rimanere separate, per ottenere il massimo della qualità da entrambe.
Ho sempre voluto evitare di essere quel collega per cui si torna a casa e ci si lamenta con i propri conviventi. Non so se ci sono riuscito sempre, so che è sempre stato il mio obiettivo.

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Si può resistere ai colleghi insopportabili senza tatuarsi resilienza.

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